FAQ

Perché la locazione invece del mutuo bancario?

Rispetto alle forme di finanziamento "tradizionali" (es. mutuo bancario), la locazione:

  • Presenta tempi di istruttoria rapidi;
  • Consente di finanziare il costo del bene per intero (IVA compresa);
  • Non intacca i ratios di bilancio dell’utilizzatore
  • È un servizio estremamente flessibile che può essere "tagliato" sulle diverse esigenze del cliente (molteplici combinazioni sono possibili tra: durata del contratto, periodicità ed importo dei canoni, valore di riscatto del bene, prestazione di servizi aggiuntivi sul bene, quali assistenza, assicurazione, manutenzione ecc.).

Perché la locazione invece di un finanziamento nelle forme tradizionali?

La locazione presenta sia i vantaggi del finanziamento che quelli del noleggio, in quanto consente di poter disporre di beni senza bisogno di immobilizzare la somma di denaro necessaria per acquistarli.

Perché la locazione invece dell’acquisto?

La locazione presenta, rispetto all’acquisto diretto del bene, i seguenti vantaggi fiscali:

  • Permette il frazionamento dell’IVA nei canoni periodici;
  • Può consentire generalmente una deducibilità dei canoni in tempi più breve rispetto all’ammortamento ordinario

Perché la locazione invece della vendita a rate?

Differenza tra locazione e vendita a rate

  • Nella locazione il bene rimane di proprietà della società concedente per tutta la durata del contratto, e passa all’utilizzatore solo se quest’ultimo al termine dello stesso esercita l’opzione di riscatto oppure viene rivenduto al cliente dal fornitore
  • Nella vendita a rate, invece, si ha un immediato passaggio di proprietà del bene (passaggio che tuttavia rimane "condizionato" al regolare pagamento delle rate) dal concedente all’utilizzatore. Di conseguenza, dal punto di vista contabile e fiscale, il bene viene trattato come un qualsiasi bene di proprietà dell’utilizzatore. Inoltre, mentre il contratto di locazione è stipulato principalmente da imprese, professionisti e imprenditori, la vendita a rate è una forma di finanziamento di norma diretta soprattutto ai consumatori privati e di durata relativamente breve

Chi può stipulare un contratto di leasing finanziario?

Le operazioni di locazione finanziaria (ricomprese tra le “attività di finanziamento sotto qualsiasi forma” di cui all’art.2 del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 2 aprile 2015, n. 53) e locazione operativa possono essere realizzate:

In qualità di concedente da:

  • Banche, iscritte nell’Albo di cui all’art. 13 del d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385;
  • Intermediari finanziari iscritti nell’albo di cui all’art. 106 d.lgs. 1° settembre 1993, n.385;
  • Società finanziarie ammesse al mutuo riconoscimento ai sensi dell’art. 18 del d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385;

In qualità di utilizzatore da:

  • Imprese,
  • Professionisti,
  • Agenti e rappresentanti,
  • Associazioni,
  • Enti pubblici,
  • Consumatori.

Come l’utilizzatore contabilizza il leasing nel bilancio?

Ai fini della corretta contabilizzazione delle operazioni di leasing (finanziario e operativo) si deve distinguere tra utilizzatore che adotta i principi contabili internazionali (cd. IFRS) e utilizzatore che adotta i principi contabili nazionali (cd. italian gaap). L’iscrizione nel bilancio italian gaap dell’utilizzatore è effettuata nella seguente maniera:

  • Beni in Locazione Finanziaria:
  • Canone come costo a Conto Economico;
  • Σ canoni a scadere nei conti d’ordine;
  • Indicazione nella nota integrativa dei dati contabili che risulterebbero qualora l’operazione fosse stata contabilizzata secondo il metodo finanziario.

Una volta esercitata l’opzione, il bene dato in locazione finanziaria passa dalla proprietà della società concedente a quella dell’utilizzatore: conseguentemente lo stesso deve essere iscritto in bilancio ed ammortizzato per un valore pari al prezzo di riscatto.

  • Beni in Locazione Operativa:
  • Canone come costo a Conto Economico;

L’iscrizione nel bilancio IFRS dell’utilizzatore è effettuata nella seguente maniera:

  • Beni in Finance Leasing:
  • Bene nell’attivo di bilancio con ammortamento ordinario come se fosse di proprietà;
  • Debito vs/ concedente nel passivo
  • Solo gli interessi passivi (impliciti nei canoni) rilevati come costo a Conto Economico;
  • Quote d’ammortamento del bene come fosse di proprietà
  • Beni in Operating Leasing:
  • Canone come costo a Conto Economico.

N.B.: Nella Nota integrativa, in entrambi i casi, vanno indicate una serie di informazioni previste dagli IFRS.

Qual è il trattamento ai fini delle imposte sui redditi dei canoni di locazione finanziaria?

Ai fini delle imposte sui redditi si deve distinguere tra:

  • Imprese che si attengono ai principi contabili nazionali (italian gaap).
  • Imprese che adottano i principi contabili internazionali (IFRS)
  • Imprese che si attengono ai principi contabili nazionali

La disciplina di cui all’art.102 c.7 del TUIR si applica solo alle imprese utilizzatrici che, non applicando i principi contabili internazionali (e quindi lo IAS 17 per le operazioni di leasing), contabilizzano l’operazione di locazione finanziaria (con l’opzione finale di acquisto in contratto) iscrivendo alla voce B, n.8 del conto economico i canoni di competenza dell’esercizio.

In linea generale, la durata fiscale per le imprese è fissata in 12 anni per gli immobili e in un periodo pari alla metà di un normale ammortamento in caso di beni strumentali (incluso il targato commerciale e industriale, le autovetture strumentali e quelle assegnate al dipendente); in caso di autovetture non strumentali la durata fiscale è fissata pari a quella di un normale ammortamento.
  • Imprese che adottano i principi contabili internazionali (IFRS)

I soggetti utilizzatori IFRS con contratti di leasing finanziario (secondo l’accezione classificatoria prevista dallo IAS 17) devono rispettare la regola prevista all’art.102 c.2 per i beni strumentali di proprietà (cfr. Circolare Agenzia delle entrate n.33/E del 10 luglio 2009) in quanto, applicando il principio contabile internazionale, iscrivono il bene nel proprio stato patrimoniale con conseguente ammortamento civilistico (in 34 anni per gli immobili) e ripartizione del canone di locazione tra una quota interessi (gli oneri finanziari da sostenersi lungo la durata del contratto) e una quota capitale (come rimborso del capitale a riduzione del debito verso la società di leasing). Come avviene per esempio per il mutuo l’impresa utilizzatrice IAS adopter deduce la quota di ammortamento e gli interessi passivi di competenza rilevati nel conto economico. Per i contratti di finance lease (secondo l’accezione classificatoria prevista dallo IAS 17):

  • NON SI APPLICA l’art.102 c.7 TUIR
  • SI APPLICA art. 102 c.2 (beni strumentali di proprietà)

Qual è la disciplina del leasing di beni mobili strumentali per le imprese e per i professionisti

Per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2014, a prescindere dalla durata contrattuale prevista, le imprese IFRS e per i lavoratori autonomi possono dedurre i canoni in un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento per i beni mobili strumentali.

Cos’è il c.d. “Super ammortamento”?

La legge di stabilità 2016 ha previsto una disposizione finalizzata ad incentivare gli investimenti, anche in locazione finanziaria, in beni materiali strumentali nuovi mediante una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente riconosciuto prevedendo una maggiorazione del 40% del valore ammesso in deduzione dalla base imponibile Ires e Irpef. Tale misura agevolativa interessa i beni materiali strumentali, incluso il targato, nuovi acquisiti anche in locazione finanziaria dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016. I beni agevolabili:

  • devono possedere le tre seguenti caratteristiche: materialità, strumentalità e novità;
  • non devono essere ricompresi tra i beni espressamente esclusi, qui di seguito evidenziati;
  • devono essere consegnati nel periodo che va dal 15.10.2015 al 31.12.2016 (rileva la data di sottoscrizione del verbale di consegna da parte dell’utilizzatore o la data della dichiarazione di esito positivo del collaudo);

Non sono agevolabili i seguenti beni:

  • i beni immateriali;
  • i fabbricati e le costruzioni;
  • i beni con un coefficiente di ammortamento di cui al D.M. 31/12/1988 inferiore al 6,5%;
  • i beni espressamente indicati nell’Allegato 3 della Legge di Stabilità 2016.

Poiché la disposizione prevede una maggiorazione del costo di acquisto del bene, è ragionevole distribuire proporzionalmente il maggior valore sui canoni di leasing – quota capitale - e sul riscatto. In particolare, il maggior valore imputato:

  • ai canoni, sarà deducibile lungo la durata “fiscale” del contratto di leasing (metà del periodo di ammortamento del bene); nel caso di durata contrattuale maggiore della durata fiscale, il maggior valore imputabile ai canoni va ripartito lungo la durata contrattuale;
  • al prezzo di riscatto, sarà recuperato attraverso la procedura di ammortamento, una volta esercitata l’opzione finale di acquisto.

La maggiorazione del 40% riguarda esclusivamente le quote capitale dei canoni di leasing, la cui sommatoria, unitamente al prezzo di riscatto, coincide con il costo di acquisizione del bene. Resta esclusa dal beneficio la quota interessi. Per estrapolare la quota capitale dal canone di leasing complessivo occorre far riferimento alla consolidata procedura forfettaria prevista dall’abrogato D.M. 24 aprile 1998, già consentita per determinare la quota interessi indeducibile ai fini Irap, o deducibile nei limiti del 30% del Rol ai fini Ires, o ancora per individuare la quota parte del canone riferibile al terreno (cfr. circolari Agenzia delle Entrate 8/E e 19/E del 2009).

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